Condividi l'articolo Yunus perde l'ultimo appello: dovrà lasciare Grameen Bank: La Corte Suprema del Bangladesh ha respinto l’appello presentato dal fondatore di G ...
La Corte Suprema del Bangladesh ha respinto l’appello presentato dal fondatore di Grameen Bank Muhammad Yunus contro la decisione del governo di rimuoverlo dall’incarico di direttore dell’istituto. Lo ha riferito la Bbc. La sentenza chiude così la vicenda giudiziaria che aveva visto il premio Nobel per la Pace 2006 impegnarsi a fondo nel tentativo di mantenere la propria posizione al vertice dell’istituto da lui fondato nel 1976.
All'inizio di marzo il “banchiere dei poveri” era stato rimosso d'ufficio dal governo del Bangladesh con la motivazione ufficiale dei sopraggiunti limiti d'età: 70 anni, contro i 60 della soglia ufficiale per la pensione. Una tesi che non ha mai convinto Yunus e i suoi sostenitori, secondo i quali dietro la scelta del governo vi sarebbero state ben altre motivazioni a cominciare dalla volontà di acquisire il controllo della banca (che lo Stato bengalese, per altro, controlla già al 25%).
I dissidi tra Yunus e l’esecutivo sono noti da tempo – in passato il primo ministro Sheik Hasina non ha esitato a definire il Nobel un “succhiasangue dei poveri”- e si sono acuiti con lo scoppio dello scandalo sulla gestione opaca dei fondi internazionali portata alla luce dall’inchiesta del giornalista danese Tom Heinemann, poi tradottasi in un documentario trasmesso a novembre dalla televisione norvegese.
Qualche giorno fa, Yunus aveva lasciato intendere di essere disposto a trattare con il governo alla ricerca di una soluzione di compromesso Un’idea apertamente sostenuta anche da Washington. Di recente Robert Blake, assistente del segretario di Stato per gli affari in Asia centrale e meridionale, aveva espresso il proprio favore nei confronti di questa opzione. ( Fonte: www.valori.it)
giancarlo.marcotti@fastwebnet.it
**************************************************
Jules Previ: è giornalista freelance, divulgatore e traduttore news- online presso agenzie stampa internazionali. Ha collaborato al progetto www.finanzainchiaro.it
julesprevi.org@gmail.com
**************************************************
COMMENTI RECENTI