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Un rimbalzino negli ultimi venti minuti di contrattazione ha evitato la disfatta, ma la seduta di Wall Street successiva alla
comunicazione della prima semestrale (quella di Alcoa) è stata un flop.
Auguriamoci soltanto che il buongiorno non si veda dal mattino, altrimenti Dio ce ne scampi, ieri subito dopo il termine degli scambi il colosso dell’alluminio ha comunicato i dati, e tutti a commentare che erano risultati, seppur negativi, migliori delle attese, ebbene oggi Alcoa ha perso più di quattro punti percentuali, alla faccia dell’aver “battuto le stime!”.
Adesso focus sul settore bancario ed in particolare su JP Morgan (quanto risulterà il “buco” dei derivati?), che comunque oggi ha terminato in guadagno, ma praticamente ogni giorno sarà importante per stabilire il grado di “gravità” della crisi in atto.
Tutti a parlare della crisi in eurozona e la moneta unica scivola così a 1,225; nulla da segnalare invece sul fronte macro, se si eccettuano le scorte, sia di petrolio che di gasolio, che sono risultate superiori alle stime.
Per l’S&P500 questa è stata la quarta seduta consecutiva al ribasso ed in tutte e quattro le occasione il valore di chiusura è risultato inferiore a quello di apertura, segnale tutt’altro che confortante, dobbiamo auspicare una pronta inversione del trend per non far sì che la situazione si “avviti” su se stessa e diventi così pericolosa.
Per cambiare il sentiment, però, dovrebbero arrivare notizie positive che non si vedono all’orizzonte, la Germania sembra intenzionata a rinviare la discussione relativa alla propria partecipazione al fondo permanente salva-stati e da parte nostra il Premier Monti ha già fatto intendere che si dovrà attivare al più presto lo scudo anti-spread. La notizia non è di certo positiva, ma ormai era nell’aria ed ora la situazione si fa seria, un conto sono gli accordi, verbali o scritti che siano, un conto è la loro messa in opera.
Dow Jones (-0,65%) salgono Kraft (+0,97%), JP Morgan (+0,85%) e McDonald’s (+0,50%).
Pesanti I ribassi di Alcoa (-4,11%), Caterpillar (-3,45%) e Intel Corp. (-2,33%) sulla debolezza di tutto il comparto semiconduttori e dopo la notizia che investirà 4,1 miliardi di dollari in ASML.
S&P500 (-0,81%) i maggiori rialzi sono stati fatti segnare da Target Corp. (+2,05%), H.J. Heinz (+1,32%) e Nike (+1,12%).
Freeport McMoran (-4,17%), Honeywell (-2,72%) e Mastercard (-2,56%) sono invece risultati i maggiori ribassi.
Nasdaq (-1,00%) non molti i guadagni per quanto riguarda l’indice tecnologico, non male Express Scripts (+1,80%), Whole Foods Market (+1,06%) e Stericycle (+0,98%).
Hanno subito pesanti storni Green Mountain Coffee Roasters (-6,68%), Micron Technology (-5,08%) ed ancora Research in Motion (-4,95%) che tocca un nuovo minimo dal novembre 2003 arrivando a far segnare un -95% rispetto al proprio record storico del 18 giugno 2008.
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