Condividi l'articolo " Una crisi alimentare dalla siccità americana" di Loretta Napoleoni: È probabile che nel 2012 il mondo dovrà affrontare una nuova crisi alime ...
È probabile che nel 2012 il mondo dovrà affrontare una nuova crisi alimentare. A produrla
potrebbe essere il perdurare della siccità negli Stati Uniti, ormai considerata la peggiore in 50 anni. L'eccezionale caldo torrido delle ultime settimane ha già fatto gravitare i prezzi di
alcuni prodotti agricoli. Quelli della soia e del granoturco hanno toccato nuovi picchi, superiori ai livelli raggiunti durante la crisi del 2007-2008, che dette vita a sollevazioni popolari in
più di trenta nazioni.
Gli Stati Uniti producono circa la metà dell'esportazione mondiale di granoturco e gran parte di quella della soia e del grano. Il dipartimento di
agricoltura americano ha già ridotto le stime relative alla produzione di granoturco e ci si aspetta che nei prossimi giorni faccia lo stesso per gli altri due prodotti. I meteorologi
sostengono infatti che nelle prossime settimane almeno la metà delle piantagioni lungo la cintura di granoturco e soia americana rimarrà nelle grinfie della siccità, ecco perché molti i traders
si aspettano un contrazione dei raccolti tra l'8 ed il 15%.
Naturalmente tutto il mondo risentirà di questa riduzione anche se chi è particolarmente a rischio sono i poveri che spendono il 75% del proprio reddito per
sfamarsi. Durante la crisi del 2007-2008 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame.
I primi segni della crisi sono già visibili. Gli Sati Uniti hanno iniziato a razionare la domanda, ad esempio la scorsa settimana il dipartimento dell'
agricoltura ha ridotto del 12% le stime relative a quanto granoturco sarà destinato all'alimentazione degli animali ed all'esportazione. Potenzialmente la riduzione maggiore potrebbe venire dalla
contrazione della domanda di granoturco da parte dell'industria dell'etanolo, che assorbe circa il 40% della produzione annuale americana. Ai prezzi correnti, con l'abbattimento dei sussidi
e la caduta della domanda di benzina non sarà difficile portare avanti la strategia di razionamento. Unico problema il ruolo politico che l'etanolo ha assunto negli ultimi anni, non solo
tra i grandi produttori di granoturco ma anche nell'elettorato. Ed il 2012 è un anno elettorale.
Evitare che un miliardo di persone si trovi nuovamente a fare la fame è possibile, ma questo potrebbe significare una politica controproducente per la
campagna elettorale di Obama. E la domanda che tutti si pongono oggi è: saprà il presidente prendere la decisione giusta?
Fonte: www.caffe.ch
giancarlo.marcotti@fastwebnet.it
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Jules Previ: è giornalista freelance, divulgatore e traduttore news- online presso agenzie stampa internazionali. Ha collaborato al progetto www.finanzainchiaro.it
julesprevi.org@gmail.com
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