Condividi l'articolo Proteste dal Nord al Sud: a Napoli gli operai si buttano in mare nel porto: È stata una mattina di animate proteste e anche di scontri, quella d ...
È stata una mattina di animate proteste e anche di scontri, quella di ieri,
al Nord come al Sud, e ancora una volta a causare forti tensioni è stata l'espulsione forzata dal mondo del lavoro che colpisce spesso le fasce meno protette contrattualmente. Come per un
centinaio di dipendenti di cooperative che stamani, fuori dalla loro ex azienda a Basiano (Milano), hanno dato vita a violenti scontri con le forze dell'ordine intervenute per sgomberarli. O come
nel porto di Napoli, dove una ventina di esponenti di un movimento disoccupati, per protesta si è gettato in acqua obbligando la capitaneria a interrompere la movi-mentazione delle
navi.
A Basiano, paese non lontano da Vimercate, a cavallo tra la provincia di Milano e quella di Monza, intorno alle 8.30 le forze dell'ordine hanno cercato di spostare un presidio che operava un picchettaggio, ed è finita in violenti tafferugli. Secondo la Questura di Milano, responsabile dell'ordine pubblico, è stata messa in atto una vera e propria aggressione da parte di un centinaio di manifestanti, con lancio di sassi, oggetti, bastonate e sprangate. Tra le forze dell'ordine si registrano 16 contusi, quasi tutti carabinieri, uno dei quali seriamente ferito a un braccio. Anche tra i lavoratori ci sono molti feriti e contusi, almeno una dozzina, anche se in buona parte dopo l'azione si sono allontanati. Uno di essi, con un trauma all'addome, sembrava grave ma le sue condizioni ora sembrano meno preoccupanti.
Nel corso dello scontro sono stati danneggiati anche un blindato dell'Arma, un pullman privato (che trasportava operai diretti a lavoro) e un'auto di servizio della polizia. In serata la Questura ha comunicato di aver arrestato 20 persone, 14 egiziani, 5 pakistani e 1 marocchino ritenuti coinvolti negli episodi più violenti, con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti, lesioni e lancio di oggetti pericolosi. La maggior parte sono lavoratori di una cooperativa che erano stati licenziati di recente.
Opposta la versione dei manifestanti: "Hanno sparato lacrimogeni ad altezza d'uomo - si legge in una nota - spezzato le gambe a due lavoratori e pestato duramente gli scioperanti ferendone una quindicina. Gli operai, soprattutto pakistani ed egiziani, hanno tentato di resistere a mani nude alla carica della polizia ma... hanno dovuto soccombere". Molto critico con la polizia anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero: "... Si tratta dell'ennesimo episodio in cui lavoratori in lotta vengono bastonati dalla polizia... il problema della disoccupazione e della crisi non può essere ridotto a una questione di ‘ordine pubblico', si affrontino e ascoltino le ragioni dei lavoratori".
A Napoli, invece, un gruppo di 20-25 persone, aderenti al movimento di disoccupati ‘Progetto Bros', si sono gettati in acqua al molo Pisacane impedendo così l'approdo e la partenza dei traghetti per le isole del Golfo di Napoli e per Palermo. Alla fine tutti i manifestanti sono stati recuperati e portati a riva. Nel Milanese invece gli operai, sostenuti da Si Cobas e centri sociali, promettono nuovi presidi.
Fonte: www.americaoggi.info
giancarlo.marcotti@fastwebnet.it
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Jules Previ: è giornalista freelance, divulgatore e traduttore news- online presso agenzie stampa internazionali. Ha collaborato al progetto www.finanzainchiaro.it
julesprevi.org@gmail.com
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