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"I recenti sviluppi in Spagna e in Grecia potrebbe portare a una revisione
dei rating dei molti dei paesi dell'area euro". Lo afferma Moody's in una nota. "Il rischio di un'uscita della Grecia da Eurolandia minaccia l'esistenza dell'euro".
"I problemi del sistema bancario spagnolo sono in gran parte specifici del paese e probabilmente non rappresentano un motivo importante di contagio per gli altri paesi, eccetto per l'Italia".
Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann sillecita la Spagna a fare ricorso agli aiuti del fondo salvastati europeo EFSF. "Se la Spagna si sente sopraffatta dai suoi bisogni finanziari deve utilizzare gli strumenti che sono stati creati" per contrastare la crisi, ha detto in un'intervista che sarà pubblicata domani dal Welt am Sonntang, secondo un'anticipazione dell'AFP.
La situazione della Spagna non è comparabile a quella della Grecia, ma per le banche spagnole serve una soluzione rapida: è la posizione del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. "La soluzione deve arrivare rapidamente", ha dichiarato ad una radio tedesca.
"L'Europa è a un bivio": è il monito del numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che esorta i leader europei ad agire subito per arginare la crisi. "I responsabili politici della Ue devono mettere a punto una road map chiara per finire il lavoro fatto finora", ha detto, sottolineando come "non bastano semplicemente obiettivi a cinque o dieci anni, ma servono azioni per le prossime settimane e i prossimi mesi".
Il sistema bancario spagnolo ha bisogno di almeno 40 miliardi di euro per mettersi al riparo da un ulteriore deterioramento della crisi economica e
finanziaria. Perché se gli istituti più grandi mostrano di essere sufficientemente capitalizzati, molte altre banche restano "vulnerabili", nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità di Madrid
e dalla Bce. Questo il giudizio del Fondo monetario internazionale (Fmi) che tira le conclusioni dei propri stress test. Stress test i cui risultati confermano le preoccupazioni per lo stato di
salute di un sistema bancario - sottolinea il Fondo -che negli ultimi quattro anni è stato colpito da una crisi "senza precedenti nella storia moderna", con una ristrutturazione che "inizialmente
è andata avanti lentamente". Questo non ha fatto altro che aggravare le cose, col risultato che "la qualità degli asset bancari ha continuato a deteriorarsi" provocando una grave stretta
creditizia e accentuando la dipendenza dai fondi della Bce per poter continuare ad avere accesso sui mercati. Il Fondo riconosce quindi come "le autorità spagnole di recente hanno accelerato le
riforme del sistema finanziario", compiendo "significativi progressi". Nonostante ciò l'invito alle autorità di Madrid è chiaro: "Bisogna agire rapidamente e non risparmiare sforzi per recuperare
la fiducia nel sistema finanziario e preservare la sua stabilità". Ecco quindi la necessità di una iniezione di capitali per almeno 40 miliardi di euro, per rafforzare le molte banche che non
reggerebbero l'urto di nuovi schock economici e finanziari. E per adempiere a quelli che sono gli obblighi e i requisiti patrimoniali previsti da Basilea III. Ma - sottolinea il Fondo - sono
molti di più i soldi che serviranno, se si prendendo in considerazione anche i costi di ristrutturazione e la riclassificazione dei prestiti. La buona notizia è che dagli stress test targati Fmi
non sono emerse particolari criticità sugli istituti bancari più importanti. Ma questo di certo non elimina i rischi di un tracollo del sistema finanziario spagnolo e di un contagio ad altri
Paesi.
Fonte: www.americaoggi.info
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