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Per JPMorgan Chase, nel secondo trimestre di quest'anno, la necessità di risolvere le contese legate a mutui “tossici” e pignoramenti irregolari ha comportato un costo
notevole: circa 2,5 miliardi di dollari. Lo rivela l'agenzia Bloomberg, basandosi sui dati diffusi ieri dallo stesso istituto di credito.
All'interno di questa cifra, 1,27 miliardi di dollari sono stati messi da parte per le spese legali, che per la stragrande maggioranza riguardano proprio i mutui immobiliari.
Un altro miliardo è stato speso per questioni legate ai pignoramenti. E altri 223 milioni di dollari in un solo trimestre sono stati sborsati per riacquistare pacchetti di mutui “tossici” che erano stati venduti agli investitori: andando a raggiungere la quota di 3,3 miliardi che JPMorgan ha speso finora a tale scopo.
Migliaia, infatti, sono i mutui e i pignoramenti che sono stati effettuati sulla base di informazioni insufficienti o scorrette, o di documenti falsificati. Ed è stato proprio l'emergere della pesantissima esposizione dei colossi bancari sui prestiti “tossici” a provocare lo scoppio della crisi globale nel 2008.
Nonostante questo pesante esborso, la banca ha comunque segnalato un bilancio in miglioramento rispetto al trimestre precedente: l'utile netto infatti è salito del 13% arrivando a quota 5,43 miliardi di dollari.
Tale quadro è frutto della crescita dei profitti della divisione di investimenti e della diminuzione dei ritardi dei clienti nei pagamenti delle carte di credito.
( Fonte: www.valori.it)
giancarlo.marcotti@fastwebnet.it
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Jules Previ: è giornalista freelance, divulgatore e traduttore news- online presso agenzie stampa internazionali. Ha collaborato al progetto www.finanzainchiaro.it
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