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Sunday 9 september 2012 7 09 /09 /Set /2012 10:31

http://www.loschermo.it/imagecache/articoli/foto1/image004_2__1__800_800.jpgIl giorno dopo, il piano anti-spread di Mario Draghi - approvato dal Consiglio direttivo della Bce con il solo voto contrario della Bundesbank - viene salutato dalla stampa mondiale e dal web con un evidente entusiasmo.

In Italia si parla de "L'effetto Draghi", sottolineando come il piano di salvataggio dell'euro del leader dell' Eurotower abbia avuto effetti benefici per i mercati, con Borse in rialzo e spread a quota 360.
Entusiasmo che dilaga anche nel resto d'Europa: se il britannico Guardian definisce la decisione di Draghi come "il tentativo più deciso finora messo in campo per porre fine alla crisi dell'euro", il francese Le Monde titola in prima pagina "La Bce soddisfa le aspettative della zona euro". Più cauto Le Figaro, che sceglie "Mario Draghi e la Bce volano in soccorso della zona euro" come titolo di apertura, sottolineando tuttavia la rigidità delle condizioni fissate, "così severe da rischiare di scoraggiare Spagna e Italia" dalla richiesta di un intervento.

Anche la Spagna con El Pais approva e parla di "giornata chiarificatrice", affermando in un suo editoriale come ora spetti al premier Rajoy "chiedere un secondo piano di salvataggio e negoziarne i termini".
Un feedback positivo, seppure con toni minori e più cauti, arriva anche dagli Usa: se il Wall Street Journal raccoglie le reazioni dei principali analisti e investitori americani, titolando "Pezza di aiuti o salto in avanti?", il Washington Post parla del "Grande bazooka" della Bce che, secondo il New York Times, "porta via il debito e afferma l'irreversibilità dell'euro".

Di tutt'altra opinione è la stampa tedesca che sin da ieri, dopo la press conference di Draghi, ha dimostrato tutta la sua contrarietà alla manovra della Bce.
Una stampa infuriata, che paragona la giornata di ieri come "il giorno più nero per la democrazia", "la morte della Bundesbank" e definisce Mario Draghi un soggetto "altamente pericoloso".

Eppure, neanche un mese fa, gli stessi quotidiani sostenevano, seppur con cautela, le mosse dell'italiano: il Süddeutsche Zeitung, di orientamento di centro-sinistra, commentava positivamente la proposta d'acquisto di bond da parte della Bce, suggerendo a Draghi di far capire agli Stati dell'Eurozona di continuare però con le riforme economiche. "Draghi - scriveva -  ha scelto una doppia strategia: ha parlato della possibilità di acquisti di obbligazioni e di altre misure, ma solo se i governi in causa rispondono a determinate condizioni. In altre parole: non ci sono soldi gratis".

Oggi invece, il commento è negativo e polemico: "La Bce premia la cattiva gestione" e la pensano così quasi tutti i quotidiani tedeschi. Bild si chiede se Draghi ha intenzione di mandare  l'euro "Kaputt", accusandolo di rompere con i principi della politica monetaria tedesca, mentre scrive il Die Welt, di stampo conservatore: "I mercati finanziari si rallegrano della morte della Bundesbank. Per la Germania comincia l'incubo", sottolineando ancora una volta la fine della supremazia della Banca Centrale tedesca, sempre più isolata.
Una solitudine evidenziata nel foglio economico Handelsblatt, che descrive il presidente della Bundesbank Jens Weidmann come "La ventitresima ruota del carro", commentando inoltre che "Il tempo di fare i banchieri centrali è finito".

Un sostegno a Weidmann venuto meno anche dalla stessa cancelliera tedesca, Angela Merkel, quando ieri ha ripetuto che "la Bce agisce in indipendenza e nell'ambito del suo statuto. È lei responsabile della stabilità, del valore della moneta e prende le decisioni opportune". Un'affermazione che va in direzione opposta ai timori di Weidmann - ribaditi nella nota pubblicata subito dopo la votazione - che considera gli acquisti di titoli di Stato "finanziamento dei Governi, alla pari con la stampa di moneta" e che "la politica monetaria rischia di essere sottomessa alla politica fiscale".

Seppur isolata, la Banca centrale tedesca è pur sempre forte. E Draghi sa di avere contro, alimentato proprio dalla stampa, l'opinione pubblica di uno degli Stati più importanti dell'Eurozona: un sondaggio pubblicato ieri in Germania dimostra infatti come la maggior parte dei tedeschi non si fidi di lui.

Di borsaforextradingfinanza - Pubblicato in : MERCATI INTERNAZIONALI
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 Giancarlo Marcotti si laurea in Scienze Statistiche ed Economiche all'Università di Padova discutendo una tesi in Econometria

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